Cambiamento climatico: i vigneti italiani salgono in quota, la viticoltura si reinventa

Cambiamento climatico: i vigneti italiani salgono in quota, la viticoltura si reinventa

Il riscaldamento globale sta ridefinendo la geografia del vino italiano. Al 79° Congresso Assoenologi di Conegliano, scienziati e tecnici hanno descritto come l’aumento delle temperature stia trasformando la viticoltura e le strategie di adattamento messe in campo dai produttori.

Temperature in aumento, vendemmie anticipate

Michele Faralli dell’Università di Trento ha presentato dati raccolti dal 1986 al 2022 che mostrano un chiaro aumento delle temperature stagionali in Trentino, specialmente in inverno e primavera. Il germogliamento e la fioritura ora avvengono fino a 10 giorni prima rispetto agli anni ’80, accelerando il ciclo della vite e aumentando l’esposizione a gelate tardive e stress da calore. Le uve maturano più velocemente, l’acidità diminuisce e i profili aromatici cambiano.

Vigneti in fuga verso l’alto

Una risposta visibile è la migrazione dei vigneti verso quote più elevate. Tra il 2001 e il 2021, i vigneti in Trentino si sono spostati verso l’alto: le aree sotto i 600 metri hanno visto un abbandono, mentre gli impianti sopra gli 800 metri sono aumentati. I produttori si stanno adattando anche attraverso la scelta varietale, la selezione genetica e pratiche agronomiche come l’ombreggiamento e l’irrigazione di emergenza.

Meno alcol nel bicchiere: la sfida dei lieviti

Viviana Corich, professoressa all’Università di Padova, ha spiegato che le condizioni più calde producono mosti con un alto potenziale alcolico, con vini che spesso superano il 14-15%. Contemporaneamente, i consumatori mostrano maggiore attenzione alla salute e interesse per vini più freschi e leggeri.

Un approccio microbiologico prevede l’uso di lieviti non-Saccharomyces e ceppi meno efficienti del gruppo Saccharomyces, in modo che non ogni grammo di zucchero venga convertito in etanolo. Combinando Saccharomyces cerevisiae con lieviti non-Saccharomyces, i produttori possono ridurre l’alcol dell’1-2% e in alcuni casi fino al 3%. Questi lieviti possono anche aggiungere aromi interessanti al vino.

Nuove tecniche genomiche: la rivoluzione Tea

Riccardo Velasco, già direttore di Crea-Ve e ora direttore generale della Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige, ha aggiornato i presenti sullo stato dell’approvazione europea delle nuove tecniche genomiche (Tea). Il regolamento UE in discussione distingue due categorie: la Categoria 1 copre piante con modifiche genetiche minime comparabili a mutazioni spontanee, che non sarebbero trattate come OGM; la Categoria 2 includerebbe modifiche più significative, soggette a tracciabilità simili agli OGM tradizionali.

Sostenibilità del suolo

Lorenzo Furlan di Veneto Agricoltura ha affrontato il tema del degrado del suolo. Le pratiche sostenibili applicate insieme possono migliorare la qualità del terreno e supportare l’accumulo di carbonio, ma i risultati richiedono tempo. Veneto Agricoltura ha sviluppato un progetto su 600 ettari in cui il terreno è diviso in zone omogenee gestite con sistemi sia convenzionali che conservativi, per confrontare i risultati su più anni.

I sistemi agroforestali moderni sono stati citati come esempio concreto: combinare alberi con colture erbacee può produrre più biomassa in modo sostenibile e aiutare a ricostruire la struttura del suolo.

Il Congresso di Conegliano ha mostrato come uno dei settori agricoli più antichi d’Europa stia cercando di adattarsi su più fronti: vigneti più in alto, fermentazioni più controllate, nuovi strumenti genomici e suoli rigenerati.