Vini a bassa gradazione alcolica naturale: il Consorzio DOC delle Venezie al centro del dibattito europeo
Il Consorzio DOC Delle Venezie ha portato al centro del dibattito europeo sul futuro del vino il tema della bassa gradazione alcolica naturale in occasione del convegno “Il vino cambia: sfide ed opportunità. Il Pacchetto Vino e le sue prime applicazioni”, organizzato da UGIVI – Unione dei Giuristi della Vite e del Vino, la Camera Civile di Mantova e Legal Hackers Mantova.
L’iniziativa, svoltasi sabato 13 giugno presso la Cantina di Quistello, è stata dedicata all’analisi delle novità introdotte dal Reg. (UE) 2026/471 e ha rappresentato un importante momento di confronto tra istituzioni, professionisti e rappresentanti del settore vitivinicolo.
Bassa gradazione alcolica naturale: una questione strategica
Nel corso della tavola rotonda conclusiva, moderata dal giornalista Giulio Somma, Luca Rigotti (Presidente del Consorzio DOC Delle Venezie e Presidente del Settore Vino di Confcooperative) e il Direttore del Consorzio, Stefano Sequino, hanno richiamato l’attenzione su una delle questioni più strategiche per il futuro del settore: la produzione di vini a bassa gradazione alcolica naturale, ottenuti a partire dal vigneto attraverso specifiche pratiche colturali e agronomiche, e non mediante processi meccanici di dealcolazione in cantina.
Un mercato in forte crescita
L’interesse verso i vini a ridotto contenuto alcolico trova riscontro nelle dinamiche dei mercati internazionali. Le analisi più recenti evidenziano una crescita costante del segmento No and Low Alcohol (NoLo), sostenuta dall’evoluzione delle abitudini di consumo, da una maggiore attenzione alla moderazione e dall’interesse delle giovani generazioni verso prodotti che coniugano qualità, equilibrio e sostenibilità.
Negli Stati Uniti — primo mercato di riferimento della DOC nordestina — il comparto low-alcohol continua a registrare tassi di crescita stimati tra il +15% e il +18% nel periodo 2024–2028, con un valore complessivo atteso prossimo ai 4-5 miliardi di dollari entro il 2028.
Cambiamento climatico e innovazione in vigneto
Anche il cambiamento climatico sta imponendo nuove riflessioni: l’aumento delle temperature medie e l’anticipo dei processi di maturazione determinano un progressivo incremento del potenziale alcolico delle uve, rendendo necessario individuare strumenti agronomici capaci di preservare l’equilibrio qualitativo e sensoriale dei vini. In questo contesto, la produzione di vini a bassa gradazione alcolica naturale rappresenta una concreta strategia di adattamento.
In questa direzione si inserisce il percorso avviato dal Consorzio DOC Delle Venezie, promotore di un progetto di ricerca per fornire ai produttori strumenti tecnici e scientifici che consentano di tutelare l’identità varietale e la tipicità territoriale del Pinot Grigio DOC Delle Venezie, ottenendo vini di elevata qualità con un contenuto alcolico ridotto.
Necessario un riconoscimento normativo
Dal confronto è emersa la necessità di un adeguato riconoscimento normativo per questa tipologia produttiva. I vini a bassa gradazione alcolica naturale si distinguono nettamente dai vini dealcolati e parzialmente dealcolati: la riduzione del contenuto alcolico è il risultato di interventi effettuati in vigneto e non tramite tecnologie di sottrazione dell’alcol in cantina.
«Con l’avvio di un nuovo anno di sperimentazione finalizzato all’ottenimento di Pinot Grigio a bassa gradazione alcolica naturale prosegue un percorso che per il Consorzio DOC Delle Venezie presenta un valore strategico», ha dichiarato Stefano Sequino. «Occorre riconoscere, anche sotto il profilo normativo, la specificità dei vini a bassa gradazione alcolica naturale, distinguendoli in modo chiaro dai vini dealcolati. Una distinzione sostanziale che può aprire nuove opportunità per le imprese».


