Agrivoltaico in vigna: energia pulita e produttività fino al +35% senza sottrarre terreno all’agricoltura

Agrivoltaico in vigna: energia pulita e produttività fino al +35% senza sottrarre terreno all’agricoltura

L’unione tra agricoltura ed energie rinnovabili non solo è possibile, ma porta risultati concreti e misurabili: aumento della produttività fino al +35%, miglioramento della qualità del vino, risparmio idrico significativo e maggiore resilienza delle colture agli eventi climatici estremi. A tracciare il bilancio dei primi progetti italiani è Giancarlo Ghidesi, vice presidente di Aias (Associazione Italiana Agrivoltaico Sostenibile).

«L’agrivoltaico sostenibile dimostra che è possibile produrre energia pulita senza sottrarre terreno all’agricoltura — sottolinea Ghidesi —. Produzione energetica e agricola non sono in contrapposizione, anzi si rafforzano. Unirle ottimizza le risorse naturali e aumenta la resilienza delle aziende agricole».

Il vigneto di Sarzana: sette anni di risultati

Il caso più emblematico è il vigneto agrivoltaico “Il Monticello” a Sarzana, in Liguria. Il progetto, che vanta sette anni di monitoraggio agronomico continuativo, mostra un incremento medio della resa agricola fino al +35% rispetto ai filari non coperti. I parametri qualitativi del vino sono migliorati sensibilmente: il grado zuccherino (Brix) e il profilo aromatico hanno beneficiato del minor stress idrico e termico delle piante.

La struttura dei pannelli solari, sollevata a 5 metri d’altezza, garantisce la piena accessibilità ai macchinari agricoli ed è installata senza l’uso di calcestruzzo, utilizzando fondazioni a vite in acciaio infisse nel terreno. Un algoritmo agronomico dedicato modula in tempo reale il gradiente di luce per ottimizzare la fotosintesi clorofilliana e creare il microclima ideale per la vite. Un secondo sistema di controllo supervisiona le performance elettriche e l’irraggiamento.

Particolarmente rilevante è la riduzione dell’evapotraspirazione del suolo, con un risparmio idrico sostanziale che si rivela cruciale in un contesto di cambiamento climatico e siccità ricorrenti.

L’espansione in Calabria e il futuro dell’agrivoltaico

Il modello si sta espandendo ad altre colture. In Calabria, il Consorzio Le Greenhouse sta sperimentando l’agrivoltaico avanzato su agrumi, ulivi, piante officinali ed erba medica, utilizzando tecnologie come Agri Pv Tech 1P Avanzato con anti-tracking. Questi progetti dimostrano la versatilità dell’approccio, adattabile a diverse realtà produttive.

L’agrivoltaico si configura così come una leva strategica per la transizione energetica e lo sviluppo rurale sostenibile, combinando innovazione tecnologica, efficienza idrica e riduzione dell’impatto ambientale, con benefici concreti per la qualità dei prodotti agricoli e la resilienza climatica delle imprese italiane.