Peste suina africana: focolai in aumento del 76% nei suini e del 44% nei cinghiali in Europa

Peste suina africana: impennata di focolai in tutta l’Unione Europea

Nel 2025, i focolai di peste suina africana (ASF) sono aumentati in modo significativo in tutta l’Unione Europea, con un incremento del 76% nei suini domestici e del 44% nei cinghiali rispetto al 2024, secondo l’ultimo rapporto epidemiologico annuale dell’EFSA.

Particolarmente rilevante è la ricomparsa della malattia in Spagna dopo 31 anni di assenza, portando a 14 il numero totale di Stati membri colpiti. Il ritorno del virus nella penisola iberica rappresenta un campanello d’allarme per tutto il settore suinicolo europeo.

Sorveglianza senza precedenti

Nell’ultimo anno, l’UE ha condotto livelli record di sorveglianza ASF, analizzando oltre 518.000 campioni da suini domestici e 618.000 campioni da cinghiali. La sorveglianza passiva ha rilevato l’84% dei focolai nei suini domestici e il 73% dei focolai nei cinghiali.

Suini domestici: Romania in testa

Gli Stati membri dell’UE hanno rilevato 585 focolai nei suini domestici lo scorso anno. L’aumento è stato trainato principalmente dalla Romania, che ha rappresentato l’81% di tutti i focolai UE nel 2025. Incrementi ulteriori sono stati segnalati in Croazia, Estonia e Lettonia.

Cinghiali: Polonia epicentro

I focolai nei cinghiali hanno raggiunto il livello più alto (11.036) nell’UE dal 2021. La Polonia ha rappresentato quasi un focolaio su tre (31%). Le autorità spagnole hanno segnalato i primi focolai ASF nei cinghiali dal 1995 in Catalogna.

Durante il 2025, campagne regionali di successo per il controllo della malattia nelle popolazioni di cinghiali hanno avuto luogo in Repubblica Ceca e nell’Italia meridionale.